Istruzione

Giovanni Lo Storto: “La nostra sfida per intercettare i talenti”

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Forum con Giovanni Lo Storto, direttore generale dell’università Luiss

In un periodo di crisi del mercato del lavoro, qual è la sfida più importante con cui l’università Luiss Carlo Guidi di Roma deve confrontarsi?

"Obiettivo costante, per il nostro Ateneo, è quello di intercettare talenti: individuare una fascia alta di studenti pronti alla sfida e fortemente motivati a seguire un percorso di formazione di qualità elevata. Un ragazzo, inserito in un percorso formativo adeguatamente strutturato, da un lato viene avviato a un percorso brillante di carriera professionale, dall’altro apporta un contributo proficuo alla realtà aziendale nel quale verrà inserito".

Giovanni Lo Storto, com’è struttura la vostra offerta didattica?

"Sono operativi quattro Dipartimenti afferenti a tre aree disciplinari (Scienze politiche, Economia, Giurisprudenza). Abbiamo recentemente introdotto due importanti modifiche al percorso formativo. Innanzitutto, attraverso un confronto continuo con le aziende e con gli ex studenti Luiss, stiamo cercando di adeguare gli insegnamenti alle professionalità attualmente richieste dal mercato del lavoro. In secondo luogo, abbiamo notevolmente ampliato le opportunità di studio all’estero, sia attraverso i Programmi Erasmus, che attraverso i cosiddetti percorsi di Doublé Degree".

Come si articolano questi percorsi di studio?

"Abbiamo attivato un’importante collaborazione con l’università Fudan di Shanghai. Un gruppo di studenti della Luiss si trasferisce per un anno in Cina, dove ha possibilità di frequentare corsi di laurea, insieme ai colleghi dell’università Bocconi di Milano. L’anno successivo gli studenti dell’università Fudan vengono invece ospitati dalla Luiss e dalla Bocconi. Alla fine del percorso universitario i ragazzi, italiani e cinesi, conseguono due lauree, rispettivamente in Cina e in Italia".

In che modo l’università Luiss, rispetto ad altri Atenei, cerca di diversificare la propria offerta formativa?

"La nostra parola d’ordine è: rendere lo studente impiegabile. Forniamo ai giovani tutti gli strumenti necessari per fronteggiare il mercato del lavoro, trasmettendo il valore della contaminazione: un confronto continuo finalizzato all’acquisizione di competenze trasversali, che li rendano "interessanti" per il mondo del lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, costruiamo dei percorsi formativi che potremmo definire "laterali", basati sull’acquisizione di soft skills. Lo studente acquisisce delle abilità che riguardano la sua capacità di proporsi in un percorso di inserimento nel mondo del lavoro: public speaking, logica, lettura efficace, negoziazione, abilità digitali. Quest’anno partirà inoltre un programma assolutamente innovativo, che mette al centro il valore della manualità e del lavoro fisico. Gli studenti avranno l’opportunità di frequentare, presso la Scuola di arti e mestieri del Comune di Roma, corsi di oreficeria, scultura del legno, grafica e design. Il programma persegue una duplice finalità. Innanzitutto, uno studente (che con buone probabilità diventerà un magistrato, un notaio o un manager d’azienda) imparerà a relazionarsi con un ambiente sociale diverso, cioè con le persone che stanno imparando un mestiere a vocazione artigianale. In secondo luogo, lo studente imparerà a risolvere un problema, utilizzando la propria manualità, e a comprendere il ciclo di produzione di un manufatto".

Rispetto alle generazioni passate, in che modo i ragazzi si approcciano all’università e al mondo del lavoro?

"I ragazzi delle attuali generazioni sono piuttosto disincantati. Finita la scuola, hanno già maturato la consapevolezza che non c’è più il "posto fisso" di una volta. I ragazzi che arrivano alla Luiss sono fortemente motivati a realizzare qualcosa, mettendosi in gioco, attraverso le loro capacità. Sono pienamente consapevoli che la loro impiegabilità può anche passare attraverso l’inserimento nel mercato del lavoro, sia nazionale che internazionale, ma sempre più spesso è legata alla creazione di opportunità di lavoro autonomo, e quindi alla creazione di imprese".

In che modo cercate di favorire l’imprenditorialità giovanile?

"Attraverso due importanti iniziative: i-lab e Luiss EnLabs. I-lab è un luogo di sperimentazione imprenditoriale e uno spazio di co-working, interamente allestito per tutti gli studenti dell’università, dove si organizzano workshop, seminari, incontri di networking e altre attività. È un luogo in cui i ragazzi si confrontano sulla possibilità di mettere in piedi la propria idea di business, sfruttando le sinergie e seguendo un percorso di formazione manageriale".

Direttore Giovanni Lo Storto, cos’è invece Luiss EnLabs?

"Luiss EnLabs è un incubatore e acceleratore di start up. È ospitato all’interno della Stazione Termini di Roma, luogo simbolo dell’incontro, del passaggio, della mobilità e della contaminazione. Inaugurato ad aprile di quest’anno, è uno spazio di 1500 metri quadri, in cui circa 150 ragazzi stanno lavorando a 25 start up per mettere in piedi il loro progetto di impresa. È un laboratorio aperto anche ai ragazzi di altre università, in cui professionisti provenienti dalle aziende ed ex studenti Luiss svolgono attività di mentoring. Solitamente si tende a pensare che le esperienze di start up siano strettamente legate a un ambito di applicazione tecnologico, invece la Luiss non ha corsi di laurea tecnologici: proprio per questo riteniamo di aver riscosso, con questa iniziativa, un successo di gran lunga superiore alle aspettative, dimostrando che si può fare innovazioni anche nel settore delle scienze economiche, giuridiche e socio-politiche".

FONTE: Quotidiano di Sicilia
AUTORE: Grazia Ippolito

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