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La storia di Irene Calvelli, fondatrice di Mugello in Fiore

A soli 18 anni, mentre molti suoi coetanei pianificano il percorso post-diploma, Irene Calvelli ha già le idee chiare sul proprio futuro lavorativo. Il 13 maggio ha fondato ufficialmente la sua azienda agricola, battezzata “Mugello in Fiore“, situata a Vicchio, in Toscana. Il progetto della giovane imprenditrice è concreto e articolato: prevede la coltivazione di ortaggi in serra, l’impianto di un nuovo frutteto e il recupero di un oliveto storico.

L’amore di Irene per la natura e gli animali affonda le radici nella sua infanzia. Nonostante le origini fiorentine, le frequenti visite in campagna con la famiglia e i contatti con gli animali dello zio hanno segnato il suo percorso. Sebbene inizialmente orientata verso gli studi artistici, su consiglio di professori e familiari Irene ha scelto di iscriversi all’Istituto Agrario di Firenze, una decisione che si è rivelata una vera e propria svolta. Le materie studiate sui banchi di scuola rappresentano oggi la guida tecnica fondamentale per la gestione quotidiana della sua attività.

Le ambizioni di Irene Calvelli, tuttavia, non si fermano qui. La giovane punta a vincere un bando della Regione Toscana dedicato ai giovani agricoltori per finanziare l’espansione dell’azienda. In caso di esito positivo, i fondi saranno investiti nell’acquisto di un trattore, nella realizzazione di recinzioni elettriche e nell’avvio di allevamenti di galline e suini. In futuro, l’obiettivo è trasformare il frutteto in una fonte di materie prime da lavorare direttamente in loco.

Il vero sogno nel cassetto di Irene Calvelli è però l’apertura di una fattoria didattica, uno spazio pensato per trasmettere ai bambini l’empatia e il rispetto per il mondo animale. Tra i progetti a lungo termine figura anche l’allevamento di bovini, un’attività complessa che richiede investimenti significativi. Per conciliare la crescita aziendale con la formazione personale, Irene ha deciso di iscriversi alla facoltà di Scienze Agrarie: l’assenza dell’obbligo di frequenza le permetterà di gestire la terra senza rinunciare agli studi universitari.

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