Tecnologia

Lotta alla dislessia e tecnologia digitale: l’ambizioso progetto di Telecom Italia, società guidata da Giuseppe Recchi

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“Fare bene il bene”. Uno slogan che, se applicato al nostro presente e al mondo delle tecnologie, rende efficacemente lo sforzo di questi anni per avvicinare in modo pragmatico i problemi delle persone e le soluzioni atte a risolverli il più rapidamente possibile. Proprio in questa direzione sta operando Fondazione Telecom Italia, in collaborazione col Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’Associazione Italiana Dislessia.
Dislessia, appunto. Un problema che si stima toccare da vicino circa 2 milioni di persone, di cui 350.000 studenti, pari al 4,5% della popolazione scolastica e che ha visto l’impegno del gruppo di telecomunicazioni italiano guidato dal Presidente Esecutivo Giuseppe RecchiGiuseppe RecchiGiuseppe Recchi Presidente del Consiglio di Amministazione T.... A Roma è stato infatti presentato un innovativo progetto digitale per la realizzazione di strumenti tecnologici in risposta a specifiche esigenze per la dislessia, accessibili a famiglie, docenti, studenti e pediatri attraverso un portale unico. Fondazione Telecom Italia è in prima linea sul tema fin dal 2009 con un programma pluriennale che ha permesso la realizzazione di protocolli di screening, libri e la diffusione di un approccio più inclusivo nelle scuole. Ora però lo scopo ambizioso è accorciare i tempi di diagnostica e risoluzione di questo disturbo grazie alle tecnologie digitali incarnate da una piattaforma on line e da un’App. Il progetto si realizzerà nei prossimi 18 mesi e costituirà un modello innovativo di strumento e-learning sul tema, di informazione bidirezionale tra utenti e specialisti, e di raccolta dati per la redazione di protocolli standard d’intervento. In particolare, attraverso il portale e l’apposita App sviluppata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto di Scienze Applicate & Sistemi Intelligenti del CNR, le famiglie potranno effettuare un test ultra-precoce dei disturbi della comunicazione e sarà possibile individuare rapidamente i casi di bambini a rischio. A conclusione della fase di ricerca verrà presentato un Protocollo ideale per le buone pratiche, oltre alla costituzione di un comitato tecnico scientifico da parte del MIUR per monitorare e validare le fasi di sviluppo del progetto. Verrà inoltre creata una mappa delle scuole “Amiche della dislessia”, che già inseriscono nel loro organico docenti e specialisti dedicati al progetto. “Lo scopo è quello di diffondere competenze gestionali, organizzative, metodologiche e didattiche che rendano la scuola più inclusiva per tutti”, afferma Franco Botticelli, Presidente di AID. “Dislessia Amica è un’occasione straordinaria per aumentare la consapevolezza sui DSA nelle scuole, nelle famiglie e negli alunni, permettendo agli studenti di sviluppare appieno le proprie capacità favorendone così il successo scolastico”. L’impegno sociale di Telecom Italia in questa direzione è diretta espressione della mission, per certi versi culturale, oltre che sociale e tecnologica, che l’azienda ha intrapreso con la nuova governance di Giuseppe Recchi, che punta a rendere la rivoluzione digitale pervasiva e alla portata di tutti i cittadini al fine di poter migliorare molti aspetti della propria quotidianità: dalla comunicazione tra utenti, a quella con le istituzioni, sino alla risoluzione di commissioni, pratiche e incombenze di varia natura grazie ad un semplice click.

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