Fondamentale secondo Luigi Ferraris è “ragionare su come attrarre investitori e capitali privati anche nel settore delle infrastrutture perché nei prossimi 15 anni avremo di fronte la sfida di ammodernare le nostre strade e ferrovie con centinaia di miliardi di euro”. L’AD del Gruppo FS lo ha detto intervenendo al 52esimo Convegno Nazionale Giovani di Confindustria: nel corso del panel “Strategie per l’Italia in movimento”, a cui hanno preso parte anche l’AD di ITA Airways Fabio Lazzerini e l’AD di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi, si è parlato dello stato delle infrastrutture italiane: in particolare è emerso come siano state pensate e realizzate per gestire i flussi di traffico di oltre 50 anni fa e quindi necessitino di un forte ammodernamento.
Il coinvolgimento di soggetti privati nel potenziamento della rete ferroviaria e autostradale italiana, secondo l’AD Luigi Ferraris, potrebbe quindi consentire alla mobilità della Penisola di fare quel salto di cui ha bisogno. Ma al contempo sono indispensabili “soluzioni che consentano allo Stato di mantenere sempre il controllo delle aziende coinvolte”.
L’AD si è quindi soffermato sugli investimenti attuali del Gruppo FS: 4.000 i cantieri attivi, 50 miliardi il valore complessivo, 500 le imprese coinvolte: ormai “la sindrome Nimby è stata sostituita dalle richieste dei territori di avere nuove infrastrutture”. Nei prossimi dieci anni, come dice il Piano industriale del Gruppo FS, sono previsti investimenti per 125 miliardi di euro sul lato ferroviario e 50 miliardi per i 30mila km di strade gestite da Anas.
“Il PNRR dà un necessario boost dal punto di vista finanziario e sul metodo di fare investimenti, ma poi dobbiamo proseguire perché non possiamo correre il rischio della deindustrializzazione del Paese” ha evidenziato l’AD Luigi Ferraris: l’aumento della circolazione di mezzi, ha aggiunto, non riguarderà solo il trasporto dei passeggeri ma anzi il “trasporto merci, dove la maggior parte circola su strade e autostrade”. Basti pensare che si stima un aumento del traffico sulle strade europee con 700mila nuovi mezzi pesanti: “Se a questi numeri associamo che in Europa 1,5 milioni di patentati andrà in pensione nei prossimi tre/quattro anni e ogni anno ne patentiamo 125mila, dobbiamo evidentemente spingere sulle infrastrutture per una maggiore sostenibilità del sistema e anche per evitare di congestionare le strade”.
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