Un anno fa si fronteggiavano sul ring di Segrate per il controllo della Mondadori. Ora l’argomento dello scontro è più esteso, ma l’intensità è la stessa. Fra Silvio Berlusconi e Corrado Passera, luogotenente di Carlo De Benedetti per l’editoria, evidentemente è difficile trovare un accordo. Ma in questo caso la contrapposizione è più complessa, e vede la Fininvest da una parte e tutti gli altri editori dall’altra, uniti nella convinzione che Sua Emittenza abbia una posizione di monopolio nella pubblicità. L’acceso dibattito, terminato vicino agli insulti, si è tenuto durante la Tavola rotonda finale del convegno “I valori della concorrenza”. Spettatori il “vice presidente con aspettative” della Confindustria (come egli stesso si è definito) Luigi Abete, il presidente dell’Assolombarda Ennio Presutti e il presidente dell’Antitrust, Francesco Saja. Passera ha spiegato le posizioni della Fieg (che di recente ha mandato un esposto proprio su questo argomento al garante per l’editoria), ha detto di parlare «a nome di interessi non corporativi ma collettivi», e ha ribadito che nel settore della comunicazione la «concorrenza è così minacciata da mettere in discussione la sopravvivenza del settore della carta stampata». Oggetto delle accuse la pubblicità televisiva, che crea disaffezione negli utenti e che viene offerta a costi proibitivi per i giornali. Quindi ha snocciolato le cifre: «Pur nel rispetto dell’attuale legge, si è creata una posizione dominante da parte di un fornitore di spazi pubblicitari (la Fininvest ndr) che controlla il 60% del fatturato pubblicitario televisivo, l’80% dello spazio nelle prime sei reti Tv, e il 38% del totale del mercato pubblicitario». Tutto ciò, ha proseguito Passera, «in un contesto che vede una sorta di barriera all’entrata nel settore, in una sola direzione. Chi opera nella Tv può entrare nella carta stampata, viceversa, invece, le frequenze Tv andranno (e inoltre in modo gratuito) a chi già opera nel settore, con la possibilità dì vendere le frequenze solo dopo 4 anni di esercizio: un’eternità per il settore.
FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba
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