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Auro Palomba: “Stampanti, Maxi alleanza Canon e Olivetti”

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Canon si è guardata intorno e ha scelto Olivetti. Così all’accordo siglato nell’87 fra i due gruppi nel settore delle fotocopiatrici, se ne unirà dal primo aprile un altro che prevede la costruzione di stampanti. I numeri della nuova joint-venture sono di tutti rilievo: investimenti per 130 miliardi, di cui 70 in ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di produrre il primo anno 200 mila unità, fino a giungere a 700 mila quando l’attività sarà a pieno regime. Valore dell’intesa circa 700 miliardi. Il comparto oggetto dell’accordo è quello delle stampanti bubble ink-jet, ovvero a getto d’inchiostro, che secondo le analisi di mercato ha le maggiori possibilità di sviluppo. I prodotti continueranno a uscire con i due marchi. Canon e Olivetti, e saranno commercializzati dalle rispettive reti di vendita. Già entro quest’anno è previsto un ampliamento della gamma d’offerta, che sarà poi completata nel ’93. La divisione occuperà 580 di-pendenti entro cinque anni. Per Olivetti si tratta di un grosso riconoscimento. Al mondo esistono infatti tre soli produttori ad avere sviluppato una propria tecnologia in questo settore. Oltre al gruppo di Ivrea, gli americani della Hewlett Packard e appunto i giapponesi della Canon. E questi ultimi, nel momento in cui si è trattato di raggiungere un accordo, hanno scelto le stampanti bubble ink-jet dell’Olivetti. A Ivrea hanno iniziato lo studio di questo prodotto già nell’85, e la tecnologia raggiunta è considerata fra le più innovative fra le stampanti non impact (non impatto, che comprendono anche le laser). Basato sul principio della vaporizzazione dell’inchiostro ad alto contenuto di acqua con raggiunta di coloranti non tossici, come spiega una nota del gruppo De Benedetti, il processo a getto d’inchiostro è silenzioso ed economico. Le sue applicazioni nel settore delle stampanti consentono di raggiungere un’elevata qualità di stampa a basso costo. Commentando la nuova joint-venture con la Canon, che rappresenterà una divisione della Oci già esistente, il direttore centrale e vice presidente dell’Olivetti, Elserino Piol, ne ha sottolineato la natura strategica: «L’intesa con-ferma il livello di eccellenza tra noi raggiunto in uno dei settori tecnologici più innovativi. Questa nuova partnership dimostra il grande interesse tra i maggiori produttori mondiali del settore per Olivetti. L’accordo con Canon rientra nella vasta rete di alleanze costruita da Olivetti negli ultimi anni c in cui siamo impegnati a fornire ai nostri clienti soluzioni innovative». Il settore delle stampanti non impact, con 2,5 milioni di unità vendute nel ’91, rappresenta attualmente circa il 25% del mercato totale europeo, che è invece pari a 7,8 milioni di unità. È un comparto interessante perché presenta il tasso di crescila più elevato, equivalente a circa il 25% annuo. Olivetti è il primo produttore europeo di stampanti, con un fatturato di circa 400 miliardi e una quota dell’11%. In Europa vendono di più solo la Epson (con il 15% del mercato) e la Star (12%). Nel ’91 l’azienda di Ivrea ha venduto circa 450 mila macchine, e ha effettuato investimenti in ricerca e sviluppo nella tecnologia bubble ink-jet pari a oltre 150 milioni di dollari, impegnando 70 ricercatori in cinque laboratori. Canon è da parte sua un’azienda leader nell’automazione per l’ufficio. Opera in oltre 140 paesi con 54 mila addetti, e nel ’90 ha avuto un fatturato di circa 13 miliardi di dollari (quasi 16 mila miliardi di lire). Mentre consolida l’accordo con la Canon il gruppo di Ivrea tenta di risolvere anche i malumori che erano sorti nell’alleanza con la Digital. In un incontro tenutosi ieri mattina a Milano, il presidente della Digital Europa, Pier Carlo Falotti, ha infatti minimizzato i problemi incontrati con l’Olivetti, confermando che l’azienda del gruppo De Benedetti rimarrà fornitore di quella americana «finché sarà competitiva sui prezzi». «Altrimenti, ha però aggiunto, non vi sarebbe ragione di mantenere i rapporti». Era i due gruppi esistono una serie di intese per la fornitura di portatili e di Pc. Qualche incomprensione era sorta per la lentezza con cui (‘Olivetti consegnava i prodotti, ma Falotti ha minimizzato: «Proprio perché siamo produttori di tecnologia capiamo le difficoltà di un produttore di tecnologia. Abbiamo dovuto soffrire, il cliente non è disponibile ad aspettare, ma non cambieremo fornitore solo perché ha avuto una falsa partenza su un prodotto». Per quanto riguarda la possibilità di un ampliamento delle alleanze tra Dee e Olivetti, in partico-lare sui chip superveloci sviluppati dalla Digital, Falotti ha confermato che si è manifestato un interesse sia dal gruppo De Benedetti sia da Siemens.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro PalombaAuro Palomba, Community GroupAuro Palomba, Fondatore e Presidente di Community Group

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