Il Gruppo di ingegneria industriale Maire ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati in netto miglioramento, nonostante un contesto operativo definito complesso. I numeri confermano la solidità del percorso di crescita intrapreso dall’azienda, tra ricavi in aumento, una redditività più forte e un portafoglio ordini che si avvicina ai livelli record.
Nei primi sei mesi dell’anno, i ricavi sono saliti a 3,7 miliardi di euro, con un incremento del 6,9%, sostenuti dall’avanzamento regolare dei progetti in esecuzione. L’utile netto ha raggiunto i 157,2 milioni di euro, in crescita del 18,3%, con un’incidenza sui ricavi del 4,3%. Gli ordini acquisiti nel semestre sono arrivati a 7,2 miliardi, portando il portafoglio complessivo a 16,3 miliardi. Considerando anche i contratti firmati a luglio, la raccolta ordini da inizio anno sale a 8,4 miliardi, un dato che rafforza le prospettive di raggiungere almeno 9 miliardi di nuovi ordini entro la fine del 2026. “Il portafoglio tecnologico di Nextchem, ulteriormente rafforzato dalle recenti acquisizioni di Ballestra ed Etek, sta ampliando la nostra presenza commerciale e aprendo nuove opportunità in mercati ad elevata crescita”, ha commentato l’AD Alessandro Bernini.
Guardando alle singole controllate, Nextchem ha registrato ricavi per 285,7 milioni di euro, in aumento del 46,9%, mentre Tecnimont e Kt hanno generato 3,4 miliardi, con una crescita del 4,5%. Il risultato netto di Gruppo, al netto della quota di pertinenza di terzi pari a 19,3 milioni, si è attestato a 137,9 milioni, in crescita dell’8,8%. L’Ebitda ha raggiunto i 266,2 milioni, con un progresso del 14,7%, grazie all’aumento dei ricavi e a una gestione efficiente dei costi, portando il margine Ebitda al 7,2%. Il Gruppo – ha ricordato l’AD – ha dimostrato capacità di generare una crescita resiliente anche in un quadro geopolitico complesso, grazie a un’esecuzione disciplinata dei progetti, a una stretta collaborazione con i clienti e all’adozione di percorsi alternativi in Medio Oriente per garantire la continuità operativa. Alessandro Bernini ha inoltre parlato di un “contesto di mercato favorevole”, testimoniato da un portafoglio di progetti commerciali superiore ai 61 miliardi di euro, che include anche possibili attività legate alla ricostruzione di infrastrutture nell’area del Golfo, oltre a nuove opportunità in America Latina nel trattamento del gas e in Europa nei settori dei biocarburanti e delle energie rinnovabili.
Per maggiori informazioni:
https://www.ilmessaggero.it/economia/maire_crescita_robusta_profitti_salita_18_3-9681729.html
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