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Industria

Auro Palomba: “Francia dolce per Ferruzzi”

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Auro Palomba, ai nastri di partenza la fusione Eridania – Bèghin Say

Con oltre 4.500 miliardi di fatturato industriale, il gruppo Ferruzzi-Montedison è al primo posto nella classifica delle società italiane operanti in Francia. Sono 28 le unità produttive e oltre seimila i dipendenti appartenenti a un insieme di aziende che agiscono in quattro settori differenti. Si va da Eridania Beghin-Say, capogruppo nell’agroindustria, a Montecatini, holding della chimica, fino a Novamont, che opera nella “chimica vivente” e Ferruzzi Trading France, attiva nel trading dei cereali. Ma indubbiamente il fiore all’occhiello è Eridania Beghin-Say, colosso agroalimentare con un fatturato annuale consolidato di 42 miliardi di franchi francesi, oltre 9 miliardi di lire. La società, che nascerà dall’incorporazione delle attività di Edidania in Beghin-Say, è ormai pronta ad emettere i primi vagiti. Manca solo il “via libera” delle assemblee, previste per gli ultimi giorni di maggio, mentre la fusione dovrebbe avvenire entra la fine dell’anno. Al termine, Eridania Beghin-Say sarà il il terzo gruppo agroalimentare europeo per fatturato, subito dietro a Nestlè e Unilever ma davanti Bsn, e il sesto mondiale. Il fatturato ’91 di Beghin-Say è stato infatti di quasi 9 miliardi di lire, ma se gli apporti da Eridania fossero già operativi, salirebbe di altri 1,200 miliardi. L’utile operativo netto crescerebbe del 18,2% a 700 miliardi, mentre il risultato corrente di pertinenza del gruppo avrebbe un incremento del 61,9% a 265 miliardi. Interessanti anche i benefici in termini di ratios, che si avranno dall’operazione. Il rapporto indebitamento finanziario netto su capitale proprio scenderà, dopo la conversione del prestito obbligazionario, da 0,63 a 0,38. E la progressione dovrebbe continuare anche nell’anno in corso, portando il fatturato oltre gli 11 milia miliardi. Per questo la consueta conferenza stampa di presentazione del bilancio agli analisti quest’anno riveste particolare importanza. Renato Picco, presidente di Eridania, e Jean-Marc Vernes, omologo nella Beghin-Say, devono in questa occasione spiegare la filosofia della riorganizzazione delle attività agroindustriali del gruppo Ferruzzi, che al termine porterà la quota di controllo della Montedison sul settore dal 26% attuale al 50,1%. L’incontro si svolge inoltre in una cornice prestigiosa, le Galeries nationales du Grand Palais, dove è allestita la mostra su Toulouse-Lautrec, sponsorizzata proprio dal gruppo Ferruzzi. Ma la vasta platea fornisce a Picco l’occasione per una decisa presa di posizione contro le proposte del Gatt, definite “insensate”: “Venire a proporre una riduzione del prezzo delle bietole del 40% è assurdo, se si pensa che la produzione interna all’accordo rappresenta solo il 25% di quella mondiale. Significa invitare gli altri paesi ad aumentare le proprie quote. Devono dirci chiaramente che è un accordo politico e non economico, e noi ne prenderemo atto. La questione non ha nulla a che fare con le eccedenze comunitarie, e a pare, a prima vista, che la proposta vada anche contro l’articolo 39 del trattato di Roma”. Poi il presidente dell’Eridania si addentra negli obiettivi della nuova società, che sono, in sintesi, la crescita delle attività del grande consumo, il consolidamento della posizione di leadership nella trasformazione delle materie prime agricole, la crescita della presenza nei Paesi dell’Europa occidentale e nei paesi dell’Est, e la focalizzazione dell’utilizzo non alimentare delle materie prime agricole. E uno dei primi passi dovrebbe essere in Spagna, dove “l’atteggiamento del governo, finora ostile a una nostra crescita in Elosua (il primo produttore spagnolo di olio – ndr) – spiega Picco, è cambiato. Vedo dunque ora maggiori probabilità di salire fino al 40-45% della società e assumerne la gestione”. Poi, nei dettagli, l’operazione Eridania Beghin-Say, che si può riassumere in questo modo. Il gruppo Eridania apporterà a Beghin-Say tutte le sue attività industriali. Quest’ultima effettuerà un aumento di capitale mediante emissione di azioni ordinarie riservate interamente al servizio del conferimento in natura, e prenderà il nome di Eridania-Beghi Say. Il controlo del gruppo Ferruzzi sulla società francese passerà così dal 61,7 al 77%. A questo punto entra in gioco Montedison, che proporrà a tutti gli azionisti di minoranza di Eridania di permutare attraverso un’offerta pubblica di scambio i propri titoli con azioni ordinarie della Beghin Say. Se tutti aderiranno il controllo scenderà dunque a una quota appena superiore (e comunque non inferiore) al 50%. Al termine, tramite un’altra operazione, Montedison incorporerà Eridania che a questo punto, svuotata delle attività, avrà già mutato il proprio nome in Finanziaria Agroindustriale. Per finire Jean-Marc Vernes, che si è detto “orgoglioso di aver portato a termine la creazione di questo colosso europeo dell’agroalimentare, grazie all’apporto del gruppo Ferruzzi”.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

 

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