Gruppo Riva
Economia

Gruppo Riva: esempi di economia circolare tra polimeri e scorie

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Contribuire alla transizione ecologica e impegnarsi nella promozione di un modello economico basato sul riciclo e sul riuso. È la politica adottata da Gruppo Riva: da anni la realtà leader nel settore siderurgico considera la sostenibilità ambientale uno dei principali driver della sua strategia. Ed è il motivo per cui l’azienda ha deciso di condividere il percorso italiano verso l’economia circolare promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente. Un impegno testimoniato dal modello adottato nei suoi impianti. Due le modalità grazie alle quali Gruppo Riva si distingue tra le aziende siderurgiche più “green”. Da un lato l’utilizzo dei polimeri nel processo di produzione, dall’altro l’immissione delle scorie in un circuito virtuoso di riutilizzo. Riguardo i polimeri, questi provengono dalla raccolta differenziata dei rifiuti plastici: il Gruppo li sta testando nei processi metallurgici e siderurgici al posto di carbone e antracite. L’effetto è triplo: migliori prestazioni, costi minori e soprattutto riduzione di CO2. Oltre a utilizzare rifiuti, Gruppo Riva si occupa anche di rendere disponibili diversi tipi di scorie. La scoria nera, ad esempio, viene inviata agli impianti capaci di trasformarla in conglomerati cementizi e bituminosi. Processo simile anche per la scoria bianca, utilizzata per creare prodotti come cementi e leganti idraulici. Anche le polveri di acciaieria, il rifiuto con meno valore aggiunto nel processo siderurgico, vengono utilizzate per la produzione di CZO (Composti di Ossidi di Zn). In questo modo si dimostra che la siderurgia ha le carte in regola per mantenere un livello elevato in un modello di economia circolare. La riduzione degli sprechi, applicata soprattutto al lato produttivo, è la miglior maniera per preservare le risorse del pianeta.

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