36 Kg di cibo gettati nel cestino di casa ogni anno, che producono 24.5 milioni di tonnellate di CO2, per uno spreco pari a 15 miliardi di euro l’anno: sono i dati FAO (Food and Agricolture Organization of the United Nations) relativi al 2018. La ricerca ha confermato come il 54% dello spreco di cibo avvenga tra le mura domestiche, durante la vita di tutti i giorni. Si tratta di una tematica ancora troppo poco affrontata, che necessita di soluzioni sostenibili e scalabili che siano efficaci per tutti i tipi di rifiuti alimentari, da quelli agricoli a quelli derivanti dalle attività quotidiane.
Per puntare l’attenzione sull’argomento, ricorre il 5 febbraio la Giornata mondiale contro lo spreco alimentare. Non c’è tempo da perdere: dal canto suo, Serenissima Ristorazione si impegna fortemente a limitare gli sprechi attraverso varie iniziative. Da una parte, mette in atto una riduzione degli scarti di lavorazione nelle fasi di approvvigionamento, preparazione e commercializzazione della derrata, dall’altra si impegna a rimettere in circolo i surplus alimentari attraverso donazioni a realtà terze senza scopo di lucro situate sul territorio o attive a livello nazionale (ad esempio la Caritas). Aderisce in questo modo al progetto del Buon Samaritano, disponendo di protocolli utili per la somministrazione di pasti non utilizzati ma perfettamente integri e consumabili, che giungono così sulla tavola di persone più bisognose e svantaggiate.
Molte società, enti, istituzioni finanziarie, hanno accettato la sfida negli ultimi anni e stanno iniziando a riordinare le loro attività includendo la questione dello spreco alimentare tra le prerogative. Il problema è estremamente complesso, multidimensionale e in continuo mutamento. Consapevole di quanto sia importante farvi fronte in questo momento storico, Serenissima Ristorazione non solo agisce tempestivamente, ma cerca anche di infondere una concreta sensibilità nelle persone, poiché ne comprendano l’importanza e imparino a ridurre gli sprechi durante la loro vita di tutti i giorni. In questo senso, la realtà guidata da Mario Putin ha sviluppato, ad esempio, un programma che prevede la raccolta della frutta settimanale e del pane giornaliero non consumati all’interno delle scuole. Vengono proposti inoltre workshop tematici incentrati sull’educazione al consumo alimentare, nonché la distribuzione della “Merenda sac”, un contenitore predisposto alla raccolta degli avanzi di cibo e riservato agli alunni degli istituti primari.
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