Giampiero Catone
Economia

Lavoro, fisco e sussidi, Giampiero Catone: serve più coraggio da parte della politica

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Su 59 milioni e 641mila sono 22 milioni e 839mila gli italiani che lavorano. E i restanti? Quasi 17 milioni sono pensionati, mentre 13 milioni e 759mila sono gli inattivi, ovvero coloro che nonostante siano in età lavorativa e in condizioni di lavorare, risultano invece inoccupati. Giampiero Catone analizza il tema nell’editoriale pubblicato sul quotidiano “La Discussione”.

Il tema del Reddito di Cittadinanza è recentemente tornato all’ordine del giorno: sono state registrate 200mila richieste in più, che quindi si aggiungono ai già 4 milioni e 65mila percettori. È il Mezzogiorno a fare strada nella corsa al sostegno economico dello Stato che in tre anni ha comportato una spesa di 20 miliardi. Secondo le analisi dello Svimez, i 20 miliardi non hanno attenuato l’incidenza della povertà nelle famiglie italiane, ma anzi “i livelli di disagio economico sono tornati a quelli del 2018, quando non c’era il RdC”. Attraverso un emendamento di Fratelli d’Italia, le offerte congrue possono essere proposte “direttamente dai datori di lavoro privati” ai beneficiari che firmano il Patto per il lavoro e che hanno l’obbligo di accettarne almeno una di tre. In caso di rifiuto, il datore di lavoro privato lo comunica al centro per l’impiego ai fini della decadenza. Sembra quindi sia stato fatto un importante passo avanti. Del resto il RdC non ha creato nuovi posti di lavoro, ma viene percepito dalla maggior parte dei cittadini come una sorta di incentivo a vita o un anticipo di pensione.

Giampiero Catone affronta poi anche il tema della riforma del fisco. Sono sostanzialmente due le questioni più dibattute: come semplificare il rapporto tra contribuenti e tasse e le mancate riscossioni dalle quali scaturisce il dibattito su una possibile pace fiscale. “La posizione del Governo – ricorda il giornalista – per ora è in bilico tra più opzioni. C’è la decisione che prevede rottamazioni e rateizzazioni. Ora si ammettono importi più elevati, si è passati dai 60 mila euro a 160 mila euro, e si possono saltare fino a 8 pagamenti. Altra filosofia è quella di avere un fisco facile a misura d’uomo e recuperare soldi per poi abbassare le stesse tasse”. La pressione fiscale del 2021 ha toccato il record storico del 43,5%, mentre lo scorso giugno, stando alla lettura dell’agenda riportata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti italiani hanno dovuto rispettare 141 scadenze fiscali. “In Italia – ha sottolineato la CGIA – non solo subiamo un prelievo fiscale eccessivo, ma anche le modalità di pagamento delle imposte provocano un costo burocratico che non ha eguali nel resto d’Europa”.

La macchina burocratica e la Pubblica Amministrazione del nostro Paese stentano a cambiare. Dal momento che l’evasione fiscale ha toccato gli 80 miliardi, l’inefficienza causata dalla cattiva gestione della Pubblica Amministrazione è stimata in oltre 200 miliardi di euro all’anno. “La politica deve avere più coraggio nel decidere”. “Si riducano – ha quindi concluso Giampiero Catone – le tasse sul lavoro e si diano fondi alle politiche attive del lavoro, si faccia un condono tombale sui crediti inesigibili, si renda la pubblica amministrazione efficiente, si riducano le spese assistenziali e si moltiplichino quelle per occupazione, incentivi alle imprese e salari”.

Per maggiori informazioni:

https://ladiscussione.com/177489/attualita/lautunno-delle-scontento-e-alle-porte-lavoro-fisco-e-sussidi-riforme-subito/

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