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Società

Alessandro Benetton: “Contro la crisi necessarie ricette nuove”

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Alessandro Benetton inaugura il polo logistico di Pittarello

“Il nuovo governo? Davvero non vorrei avere questo problema”. Alessandro Benetton sguscia via dribblando i giornalisti a conclusione dell’apertura del nuovo polo logistico di Pittarello Rosso, lo storico marchio padovano di negozi per la calzatura, oggi il più importante d’Italia. Protagonista di un dialogo con il presidente della Regione Luca Zaia sul tema della crescita legata al territorio, il presidente di Benetton Group arriva come presidente di 21 Investimenti, la banca d’affari che nel 2011 ha acquisito il controllo della catena commerciale. Con Zaia limano la scaletta pochi minuti prima, al riparo da occhi indiscreti. Sul palco, moderati dal giornalista Alessio Vinci, si chiamano per nome come due vecchi amici. Scontato l’elogio ad Andrea Cipolloni il manager che sta rilanciando Pittarello, un’azienda che negli ultimi diciotto mesi ha assunto quattrocento persone (ed altre duecento entro la fine dell’anno), segnando un ebitda di 16 milioni di euro (più 54%). Di questi tempi, risultati da sottoscrivere senza indugio. Ma sul tema più generale della crisi né l’industriale né il politico nascondono la loro preoccupazione. “Il lavoro che faccio – rivela Alessandro Benetton – mi porta ad avere accesso ad alcuni dati, ad esempio su Autogrill, che ci dicono che stiamo vivendo una crisi come mai dal dopoguerra. Ma non per questo dobbiamo strapparci i capelli. Credo che i veneti abbiano l’energia, le capacità e la volontà per uscirne. Naturalmente ce la faremo se saremo disposti a sperimentare strade nuove. Perché nessuno sa che cosa ci riserva il futuro e gli slogan non servono”. Un paio di passaggi Alessandro Benetton li dedica al delicato passaggio generazionale contro il quale molte aziende – schiacciate tra l’ingombro dei padri e l’intraprendenza dei giovani – si schiantano: “La cosa peggiore da fare in questo momento è cercare delle risposte nel passato. Il momento richiede ricette nuove e interpretazioni originali. Il passaggio generazionale oggi è più complesso e difficile. La realtà è che nessuno conosce cosa accadrà nel prossimo futuro. Ma la generazione precedente deve capire che forse le loro ricette non sono più valide”. E cita Pittarello come esempio positivo di inserimento nel management della seconda generazione. La strada indicata da Alessandro Benetton è quella della capacità di adattamento: “I veneti hanno una grande tradizione, hanno saputo sempre adattarsi velocemente ai cambiamenti. Ce la faremo se saremo disposti a sperimentare strade nuove. Se Benetton vive sarà perché dimostreremo una grande discontinuità. Il modello di business è cambiato radicalmente. La cosa peggiore che possiamo fare è non prenderne atto. Le cose da fare sono: grande responsabilità al management e sostegno agli investimenti. La generazione precedente accetti il fatto che ci vogliono dei passi indietro per poter ripartire con nuovo slancio”.

FONTE: La Tribuna di Treviso

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