Alessandro Benetton
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Alessandro Benetton: i parallelismi tra sport, vita e mondo del lavoro

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Ne ha parlato di recente nella sua autobiografia: nella vita di Alessandro Benetton lo sport gioca da sempre un ruolo fondamentale. Lo ha ricordato anche nei giorni scorsi sul suo profilo Linkedin. “Quando pensiamo allo sport, o meglio ancora, alla cultura dello sport, ci viene soprattutto in mente un’immagine” si legge nel post: “Quella della persona che sfida se stessa per migliorare, nella mente e nel corpo. Ecco, personalmente credo in questa immagine”.

Nelle sue parole emerge il valore dello sport nel suo essere “metafora di vita”, come ha avuto modo di sperimentare nel corso della sua esistenza: “I giovani sportivi sono molto spinti, spesso, nel superare i loro limiti con una certa fretta. Certo, può essere stimolante spingersi oltre, ma ognuno ha i suoi tempi. E per ottenere successo, nello sport come nella carriera, bisogna avere pazienza”.

La passione per lo sport di Alessandro Benetton è conosciuta anche in famiglia: “Lo pratico da sempre e ho un debole per la cultura sportiva. Lo sport dove me la cavo di più è lo sci ma negli anni ho sperimentato diverse discipline. E ognuna mi ha insegnato qualcosa”. Da qui l’idea di condividere con i suoi follower quanto ha appreso negli anni. Tre le lezioni principali, a partire dalla consapevolezza legata ai rischi: “Ho da sempre una grande passione per il surf, condivisa con mio figlio Tobias. In questo sport ammiro soprattutto una persona. Si chiama Kelly Slater ed è sia il più giovane sia il più vecchio campione mondiale di surf. Di lui mi ha sempre colpito la capacità di mettersi in gioco, di rischiare sin dall’inizio della sua carriera”.

Seconda lezione: leadership e gioco di squadra. “Come Presidente di Benetton Formula ho osservato in prima persona l’importanza della squadra. Un team di F1 vince come in un’orchestra se ognuno suona bene il proprio strumento. E per trovare la giusta musica, la leadership dell’individuo fa la differenza”, spiega Alessandro Benetton ricordando non a caso “la personalità di Michael Schumacher, la sua voglia di migliorarsi spronava tutti a dare il massimo”. Un campione che “anche dopo aver raggiunto il primo posto comunicava con tutti i reparti per capire come migliorare la volta dopo”. Infine “lo sport deve essere divertente”. Mai dimenticarlo: “La passione sportiva va vissuta in modo sano, come se fosse il completamento di un modo di vivere equilibrato. Questo permette di coglierne il benessere fisico e psicologico”.

Per maggiori informazioni:

https://it.linkedin.com/pulse/lo-sport-come-metafora-della-vita-e-del-lavoro-alessandro-benetton?trk=public_post_feed-article-content

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